“Stati Uniti e Israele hanno ottenuto molte vittorie tattiche, ma strategicamente l’Iran, pur provato, ha vinto la guerra”. Lo dice a la Stampa il politologo, scrittore e giornalista di origini israeliane Ahron Bregman, docente al Department of War Studies al King’s College di Londra. “Sembra che siamo vicini alla firma di un accordo – aggiunge -. Il motivo principale è che il Tycoon, nel profondo, sa che attaccare l’Iran è stato un errore strategico e ora sta cercando una via d’uscita, quasi a qualsiasi costo. Trump, l’autore de L’arte del negoziato – che nel suo libro ha scritto della pazienza necessaria per concludere un accordo – è molto impaziente di raggiungere un’intesa e lasciarsi alle spalle questo spiacevole episodio”. La bozza di accordo include lo sblocco dello Stretto di Hormuz: “Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, non era bloccato prima della guerra, e il suo blocco da parte dell’Iran è stata una conseguenza involontaria del conflitto. Trump, dando troppo ascolto a Netanyahu, pensava che il regime iraniano sarebbe crollato così rapidamente da non avere il tempo di bloccare lo Stretto: si sbagliava. Ormai, l’obiettivo principale del presidente Usa è superare l’impasse, quindi, credo che il prossimo accordo condurrà alla revoca del blocco. Ma la geografia è dalla parte dell’Iran, e ora che ha compreso quanto sia efficace bloccare lo Stretto probabilmente lo farà ancora in futuro”.
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