“L’Iraq dipende dal suo export petrolifero. Condanniamo la chiusura di Hormuz, che tra l’altro viola il diritto internazionale sulla libertà di navigazione”. Lo dice al Corriere della Sera il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani. Che però esclude di prendere parte ad azioni nello Stretto: “Non crediamo nelle soluzioni militari. La difesa armata delle navi inviterà la reazione iraniana e non incoraggerà la navigazione. Dunque non ci uniremo ad azioni belliche nel Golfo”. E ancora su Netanyahu e Trump che credevano di poter ispirare la rivoluzione e il cambio di regime a Teheran: “Hanno sbagliato, non è accaduto e non avverrà. Ed è un’interferenza illegale. La Nato, l’Europa e larga parte della comunità internazionale condannano questa guerra. Personalmente plaudo alla politica europea. Va privilegiata la diplomazia”.
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