“La Marina iraniana è stata gravemente danneggiata ma c’è l’incognita di posamine e di quante bombe sottomarine infestano quel braccio di mare, il passaggio deve essere bonificato perché lo Stretto serve non solo gli americani e i Paesi del Golfo ma anche gli europei. In un modo o nell’altro l’Europa dovrebbe attivarsi per consentire a mercantili e petroliere di navigare in sicurezza”. Lo dice Joni Ernst, ufficiale della Guardia nazionale per quasi due decenni e senatrice repubblicana dell’Iowa dal 2015. In un colloquio con La Stampa evidenzia come l’Operation Epic Fury ha messo sotto “stress” arsenali di missili e munizioni del Pentagono; l’Amministrazione ha negato difficoltà nelle scorte ma lo stesso Trump ha chiesto alle aziende del comparto militare non solo di produrre “di più, ma anche più velocemente”. Sulla richiesta di Trump al Congresso di stanziare 200 miliardi di dollari Joni Ernst è prudente: “Sono un falco fiscale e un falco sulla difesa. Non si tratta di dare soldi ma il Congresso deve sapere a cosa servono”. E ancora: “Questi soldi servono per acquistare munizioni? O per ampliare la base industriale della difesa Usa? O servono per comprare materiale per gli uffici”.
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