Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è salito a ottobre al livello più alto da luglio, con 750 transiti osservati e stimati contro i 749 di settembre, nonostante un contesto di sicurezza sempre più critico. Secondo i dati di S&P Global Commodities at Sea, la crescita è stata sostenuta soprattutto dall’aumento dei passaggi di navi portarinfuse e metaniere, che ha compensato la flessione delle petroliere per il trasporto di greggio. I transiti delle Vlcc, le grandi petroliere, sono scesi a 156 dai 184 del mese precedente, mentre quelli delle portarinfuse sono saliti a 149, il livello più alto da giugno. In ripresa anche il traffico delle metaniere, con 32 passaggi, il dato mensile più elevato dall’inizio della guerra in Iran. In calo invece i transiti delle navi per il trasporto di Gpl, scesi a 36 dai 40 di settembre.
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