“Putin è tra i vincitori di questa situazione: più alto è il prezzo del petrolio, più sono alti gli introiti del Cremlino e dunque più forte la sua capacità di finanziare la guerra in Ucraina. L’Europa non deve cadere nella tentazione di posticipare lo stop al gas russo, che sarebbe un’altra vittoria per Mosca”. Così Simone Tagliapietra, Senior Fellow del centro studi Bruegel. In una intervista a Il Corriere della Sera aggiunge: “La situazione è seria, non richiede allarmismo ma allarme: può essere una turbolenza molto forte ma di breve periodo, però se protratta nel tempo ha le caratteristiche per diventare la madre di tutte le crisi energetiche”. E ancora: “Abbiamo potenzialmente uno choc petrolifero che va a legarsi a uno choc sul mercato globale del Gnl, che ormai fa prezzo marginale in Europa come in Asia, e quindi si tratta di una crisi che anche solo attraverso il canale dei prezzi può riverberarsi molto rapidamente anche nel settore elettrico. La situazione inoltre sta creando allarme alla Bce per l’impatto sulla traiettoria dell’inflazione”.
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