“Dal lato delle imprese, invece, si assiste ad un certo stallo complessivo. E se il commercio al dettaglio, dopo mesi di alti e bassi, registra un miglioramento di 4 punti – con il commercio tradizionale che raggiunge i 12 punti, il valore più alto a partire da gennaio 2019 – preoccupa l’arretramento dei servizi di mercato e, in particolare, il dato delle imprese turistiche che vede calare l’indice di 2,5 punti. A pesare, in questo caso, è soprattutto il deterioramento delle attese future sugli ordini”, continua Confesercenti.
“Ma sulle imprese del settore pesa anche l’emergenza lavoro: stiamo ricevendo molte segnalazioni dagli associati sulle difficoltà di reperimento di personale, in crescita con l’avvicinarsi della stagione primaverile, e per il quale è urgente trovare una soluzione”, conclude l’associazione.
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