“La Legge di Bilancio 2026 deve segnare un cambio di rotta vero. Non servono solo misure di contenimento o piccoli ritocchi, ma scelte coraggiose, capaci di rilanciare la competitività del sistema produttivo italiano ed europeo. Bisogna dire basta a politiche industriali imposte dall’alto e spesso penalizzanti per i nostri settori strategici. È il momento di bloccare gli incentivi indiscriminati alla mobilità elettrica e di tutelare l’automotive europeo, oggi schiacciato dalla concorrenza cinese e dalle scelte europee del Green Deal. Occorre sostenere la riconversione delle filiere e non distruggerle, difendendo migliaia di posti di lavoro e un patrimonio tecnologico costruito in decenni.”
Lo ha detto il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, commentando il confronto sulla Legge di Bilancio tra il Governo e le principali organizzazioni imprenditoriali. “Chiede inoltre un intervento forte sul fronte del lavoro e del reddito. Serve una detassazione totale degli straordinari e degli aumenti in busta paga fino a 1.000 euro mensili, per restituire potere d’acquisto ai lavoratori e sostenere la domanda interna. È un modo concreto per premiare chi produce e chi lavora, senza gravare sulle imprese. Infine riteniamo necessario introdurre una tassa sul fast fashion per finanziare un fondo di sostegno alle PMI italiane della moda e del tessile. Il settore del Made in Italy è sotto attacco da parte di colossi globali che producono a basso costo e distruggono valore, occupazione e sostenibilità. Le nostre imprese devono poter competere a parità di condizioni. Abbiamo bisogno di una manovra che guardi avanti e che metta al centro chi crea ricchezza reale: le imprese, i lavoratori e i territori.”
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