“Sul piatto ci sono tante proposte. Questa è una di quelle fattibili, ma noi dobbiamo inviare anche all’Unione Europea proprio perché abbiamo ottenuto la flessibilità, quindi abbiamo circa 14 miliardi da utilizzare, ma le materie ambientali non per tagliare le accise, ma per fare politica ambientale”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Radio24 a proposito del’ipotesi di un ecobonus potenziato al 65% per le prime case. Che il denaro necessario arrivi da quei 14 miliardi “è una delle ipotesi. Ne abbiamo presentate più più di venti, quindi questa è una, ma ce ne sono tante altre che potranno essere utilizzate proprio per ridurre la pressione fiscale e per agevolare i nostri cittadini. Questa è certamente una delle scelte sulle quali discuteremo insieme al ministro Pichetto, insieme al ministro Giorgetti, per far sì che questi 14 miliardi che abbiamo ottenuto di flessibilità grazie alla credibilità del nostro Governo possano servire a ridurre il fardello sulle imprese e sui cittadini e quindi anche permettere di migliorare, per esempio, la casa, perché è un bene prezioso, inalienabile, e non ci piacciono alcune regole che Bruxelles sta discutendo, per esempio per decidere se la mia casa di proprietà la posso affittare ad affitti brevi o affitti non brevi. Insomma, ci sono delle cose che noi respingiamo e non possono certamente essere parte di una politica europea della casa”.
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