“Bene la prudenza sui conti pubblici, ma servono crescita e produttività”. Così il governatore onorario della Banca d’Italia, Ignazio Visco. “Io credo che sia una legge finanziaria prudente, come deve essere. Il ministro Giorgetti ha lavorato bene. Ma non si può pensare che una manovra annuale risolva i problemi strutturali di un Paese. La legge di Bilancio serve a tenere in equilibrio i conti, non a ridisegnare il sistema fiscale, la struttura produttiva o la distribuzione del reddito. Se si vuole criticare il governo, lo si può fare perché mancano politiche di medio periodo, ma non perché questa manovra non fa ciò che non può fare per natura”, spiega nell’intervista a La Stampa. E ancora: “La Banca d’Italia ha una base di conoscenza e di dedizione straordinaria. Le persone che vi lavorano sono servitori dello Stato di altissimo livello. Nella relazione contestata non c’è la parola ‘ricchi’, né un accenno alla contrapposizione fra chi ha e chi non ha. Si è semplicemente scritto a chi si riferisce la riduzione di aliquota e ricordato che i principali interventi di assistenza sociale si concentrano invece sui primi due quinti delle famiglie, e comunque sia le prime che i secondi sono modesti. Attaccare la Banca d’Italia significa indebolire un’istituzione indipendente che ha sempre contribuito alla stabilità del Paese”.
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