“Un caso specifico riguarda la frana di Niscemi. Nonostante precipitazioni locali modeste, le osservazioni satellitari hanno evidenziato un dato critico: l’umidità del terreno a un metro di profondità è passata da un valore di saturazione del 66% (18 gennaio) al 90% (22 gennaio). Questa saturazione ha portato, il 25 gennaio, al distacco principale della frana, evento per il quale sono stato successivamente nominato Commissario Straordinario. Il sistema di allertamento ha funzionato correttamente: il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso avvisi di condizioni meteo avverse, mentre le regioni Calabria, Sicilia e Sardegna hanno emanato bollettini di allerta arancione e rosso per le giornate del 20 e 21 gennaio. In conclusione, gli effetti al suolo sono stati gravissimi, con danni ingenti ad abitazioni private, infrastrutture costiere, porti e approdi minori. Il fenomeno ha coinvolto pesantemente anche le isole minori, tra cui Lampedusa, Linosa, le Eolie e Favignana”. Così il capo della protezione Civile, Fabio Ciciliano, in audizione sul decreto emergenza maltempo in Commissione Ambiente.
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