“Sono esplosi il Reno, l’Aposa, il Ravone, i fiumi che in città sono stati tombati, ed è stato uno sbaglio. Ma prima ancora di questo, si ignora che il rischio alluvioni va affrontato con la combinazione tra la radar meteorologia avanzata e l’idrologia di bacino. È possibile, ma non viene fatto”. Così Franco Prodi, 83 anni, fisico dell’atmosfera, pioniere della ricerca sui fenomeni estremi, che ha insegnato a Ferrara e diretto l’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr. In una intervista a il Corriere della Sera aggiunge: “L’acqua è nell’atmosfera, si può vedere, calcolare e misurare. I modelli tecnologici più avanzati ci dicono dove sarà l’esondazione e c’è un po’ di tempo per saperlo prima. Una recente ricerca inglese ha concluso che il 95% della popolazione si può avvisare con i cellulari, allarmi che possono salvare vite umane, ma anche togliere in tempo beni da cantine e sottoscala”.
Con la recente firma dell'atto integrativo, si perfeziona la convenzione INPS e AGEA e finalizzata…
Il nuovo decreto Energia potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro febbraio. Lo dice il…
Il 2026 si apre nel segno dell'urgenza per l’industria dell'auto italiana. Il tavolo nazionale convocato…
Il dollaro risale la china dopo sessioni burrascose e i metalli preziosi ritracciano pesantemente dai…
Secondo il ministro dell'Energia Denys Shmyhal , l'Ucraina ha chiesto la sospensione dell'adesione della Russia…
"Apprendiamo dalla stampa della decisione del Ministro Urso di aver dato mandato ad una trattativa…