Vincenzo Levizzani, esperto dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera del Cnr di Bologna oltre che per più di vent’anni professore all’Alma Mater, spiega sul Corriere della Sera il perché di temporali così violenti che stanno flagellando il Nord: “Dobbiamo accettare che ne sappiamo poco: anche un esperto che avesse visto arrivare il fronte temporalesco non avrebbe potuto dire che eravamo di fronte a una supercella. Questo perché ciò che la caratterizza è un cuore rotante sul proprio asse che si forma intorno a una bassa pressione molto piccola rispetto a quelle dei cicloni atlantici. Si tratta di una bassa pressione alla mesoscala di qualche centinaio di metri fino a 1-2 chilometri di diametro. La cella ruota in maniera ciclonica con un moto antiorario”. Levizzani aggiunge: “Per capire che il temporale si sta configurando in questa pericolosa modalità — che possiamo chiamare la regina dei temporali perché si accompagna a venti fortissimi e grandinate che negli altri casi spesso non ci sono — servono dati in tempo reale da un radar. E non un radar qualunque, ma un doppler che mi dia il campo di vento in maniera da farmi vedere che al centro si sta formando questo meso-ciclone”.
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