“È stato come il terremoto. Undici anni dopo. Speriamo sia finita”. Lo dice Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Martedì verrà deliberato lo stato di calamità per le zone colpite dall’alluvione. C’è il blocco di mutui e riscossioni tributarie. Speriamo sia finita. Ma la prevenzione va fatta. Altrimenti ci saranno stragi anche peggiori”, aggiunge. E poi spiega. “Valutiamo l’attivazione del Fondo di solidarietà europeo. Ma non è una questione di soldi, bensì di capacità di spesa. Ad esempio, dei fondi per la coesione 2014-2019 emerge ora che siamo stati capaci di utilizzare solo il 34% dei 126 miliardi stanziati”. La soluzione per Pichetto è chiara: “Serve pianificazione, programmazione, di Comuni, Province, Regioni e Stato. Ma, quando viene decisa, un’opera di prevenzione va fatta. Non può esserci ogni volta un comitato che blocca tutto”. E’ la “burocrazia” che blocca tutto: “Troppi pareri richiesti”, precisa.
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