“Durante le mareggiate più forti, con tempi di ritorno di 1 e 100 anni in condizioni di livello marino più alto, nello scenario climatico più severo le onde potranno raggiungere altezze di run-up di oltre 13 metri, con possibili rischi per le linee ferroviarie che collegano le Cinque Terre”, aggiungono i ricercatori.
Lo studio sottolinea pertanto l’opportunità di considerare misure di adattamento mirate, tra cui l’adeguamento delle quote delle banchine, il miglioramento dei sistemi di drenaggio e di protezione delle infrastrutture e dei servizi connessi al turismo. In questo quadro, la ricerca fornisce un supporto conoscitivo utile per le attività di programmazione, prevenzione e mitigazione del rischio da parte delle amministrazioni competenti.
I temi trattati dallo studio, insieme ad altri mirati alla sensibilizzazione del pubblico sull’impatto che le attività dell’uomo e i cambiamenti climatici hanno sugli oceani, sono affrontati proprio in questi giorni a Genova, dove è in corso la Giornata Mondiale degli Oceani: Conoscere, Comprendere, Convivere, l’evento promosso dall’Ingv in occasione del World Oceans Day (Wod), la giornata istituita dalle Nazioni Unite che si celebra oggi, 8 giugno.
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