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Moda, Ruffini (Moncler): Il 2026 anno della ripresa non del boom

“Trovo che sia un ottimismo non giustificato”. Lo dice Remo Ruffini, imprenditore presidente e amministratore delegato di Moncler, parlando del 2026. “Probabilmente ci sarà crescita ma non un boom, per questo bisogna saper strutturare l’azienda in modo solido. In questo momento i mercati sono un po’ più tristi. La aziende del lusso nel portafoglio degli investitori sembrano meno di moda”, aggiunge nell’intervista a Il Corriere L’Economia. “Questo mercato era arrivato a valere almeno 300 miliardi a livello mondiale, con gli investitori che puntavano una buona quota del loro portafoglio sul settore – prosegue- . Non è più così anche perché i gestori hanno la necessità di diversificare e in questa fase guardano a titoli tecnologici e del settore medicale. Tutti i grandi gruppi hanno perso in media il 25-30% del valore in Borsa in questo biennio. Penso però che siamo semplicemente tornati a ritmi più normali, più sani — come dice l’amico Brunello Cucinelli — rispetto all’esplosione post pandemia. Ma non sono preoccupato, un’azienda deve sapersi adeguare. Capisco che non sia una bella parola in una strategia ma ha un significato profondo: bisogna rivedere logistica, magazzino e gestione finanziaria, condizionata dalla volatilità nelle valute. È molto diverso gestire un’azienda oggi rispetto a dieci-quindici anni fa, oggi i trend durano due o tre mesi. Lavoriamo per creare una nuova azienda, ricominciamo da capo ogni volta, siamo abituati a farlo ogni giorno a creare una nuova cultura aziendale”.
Per Ruffini lee priorità sui mercati saranno “senza dubbio gli Stati Uniti che per i gruppi del lusso valgono in media almeno il 20% del fatturato. Dobbiamo riuscire a comunicare meglio il valore della marca e per questo conto anche su Rongone che ha maturato una lunga esperienza negli Usa, un mercato disperso tra moltissime città. Bisogna ritrovare il contatto con il consumatore. Invece, trovo che i dazi non stiano avendo un impatto. In mercati come la Cina si registra una forte spinta per l’abbigliamento outdoor, cosa che può aiutare la nostra crescita”.

redazione

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