“Non dovremmo dimenticarci che nel 2014, quando era presidente Obama, venne firmato l’impegno di arrivare al 2 per cento di spese militari sul Pil entro il 2024. Obiettivo a cui noi, per molte ragioni, siamo arrivati in ritardo. Ora, da uno dei messaggi usciti dal vertice ‘Un’Europa più forte in una Nato più forte’ dobbiamo far discendere che, perché il nostro continente sia veramente più forte, serve costruire una vera difesa comune europea. Non perdiamo questa occasione storica”. Così a La Stampa Lorenzo Guerini, ex ministro della Difesa ed esponente del Pd. Quanto all”impegno preso da Meloni di arrivare al 5 per cento del Pil per la Nato dice: “È stata una decisione frettolosa più per rispondere ad esigenze di comunicazione americana che non nata da un obiettivo condiviso dei Paesi membri. Ora l’approccio serio credo sia far crescere gradualmente le capacità militari complessive dell’Alleanza. Attraverso un piano di investimenti credibile anche nei bilanci nazionali, che il governo invece ha azzerato per il 2026, ma dentro una prospettiva comune europea”. E ancora: “Parlare di investimenti in difesa significa parlare di uno spettro molto ampio di linee di intervento: dai classici strumenti d’arma alle spese per addestramento fino ad attività cyber e d’intelligence. Difesa non significa solo armi”..
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