“Con il nucleare l’Europa può avere centinaia di anni di indipendenza energetica. Le nuove generazioni lo hanno capito, i governi pure. Entro i prossimi sei anni i primi piccoli reattori”. Così Stefano Buono, numero uno di Newcleo. “Siamo molto avanzati rispetto a pochi anni fa. Sia dal punto di vista dell’opinione pubblica, nel 2022 c’era solo l’Inghilterra che voleva un ritorno all’atomo e oggi siamo ad almeno dodici Paesi europei, sia dal punto di vista tecnologico”, aggiunge in una intervista a La Stampa. “Abbiamo avuto finanziamenti che ci hanno permesso di arrivare a uno stadio molto maturo. Nel nostro caso, entro il 2026 avremo un reattore funzionante a Brasimone (in provincia di Bologna). O meglio, una simulazione che sarà senza energia nucleare ma completamente funzionante in tutti i suoi aspetti. E sarà il dodicesimo sistema di questo tipo”, spiega. Buono poi prosegue: “Entro quella data avremo l’autorizzazione del governo francese a costruire il primo reattore. La consegna è prevista per il 2031 con la piena messa a terra operativa”. Ci sarà un rilancio della transizione ecologica: “Credo che l’apporto dell’atomo sul fronte green sia una consapevolezza maturata in modo preciso. Anche fra i detrattori della transizione ecologica ed energetica, che ritenevano che potesse essere conclusa solo con le fonti di energia rinnovabili, ora si rendono conto che il costo sarebbe troppo elevato”. E ancora sul tema della sicurezza: “Questo è il tema fondamentale. L’atomo può dare la risposta alle richieste di indipendenza energetica. Non solo è una forma di energia talmente concentrata che si possono accumulare combustibili per decine di anni. Ma soprattutto questi materiali li abbiamo già in Ue”.
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