“Stiamo studiando nuovi depositi di rifiuti radioattivi a bassa intensità. Abbiamo ormai scartato l’idea di un centro unico, perché è illogico a livello di efficienza, ma si può pensare di andare avanti con i 22 già esistenti”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. “Al referendum del 1997 ho votato convintamente sì, anche perché ero dell’unico partito dichiaratamente a favore, quello Repubblicano. Feci campagna elettorale, eravamo convinti di vincere. E ci credo anche per il futuro, dove il modello non è quello del passato. Dobbiamo creare tutte le condizioni per un mix energetico, compreso il nucleare, con il gas di transito. Questa è la nostra sfida. E se nel futuro il nucleare costerà di più del fotovoltaico, saranno le leggi del mercato a decidere”, aggiunge nel colloquio con La Stampa. E ancora: “Inizio a scartare l’ipotesi dei miei predecessori, perché mi sembra illogico a livello di efficienza e funzionalità aver un solo centro a livello nazionale: significherebbe far viaggiare ogni giorno i rifiuti da Torino a Palermo Anche la Carta nazionale dei 51 siti idonei è ormai superata. Ecco perché la valutazione che sto facendo a livello ministeriale è creare più depositi, oppure andare avanti su quelli già esistenti”.
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