L’offerta mondiale di petrolio è prevista in diminuzione di 5,8 milioni di barili al giorno nel 2026, a una media di 100,7 milioni, prima di una ripresa di 7,7 milioni nel 2027. Il recupero resta però esposto al rischio di nuove interruzioni, dopo la ripresa degli attacchi contro infrastrutture energetiche e traffici marittimi nel Golfo. Secondo il rapporto mensile dell’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie), a settembre la produzione globale è aumentata di 2,5 milioni di barili al giorno rispetto ad agosto, raggiungendo 102,3 milioni. L’incremento è stato trainato dai produttori del Golfo: i Paesi Opec+ hanno contribuito con un aumento di 2,1 milioni di barili al giorno, guidato dall’Arabia Saudita, mentre negli altri Paesi produttori l’incremento è stato sostenuto soprattutto dagli Emirati Arabi Uniti. Le esportazioni di greggio dei produttori del Golfo sono cresciute di 4,4 milioni di barili al giorno a settembre, raggiungendo 13,9 milioni e superando il 75% dei livelli precedenti alla guerra. I flussi complessivi di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz sono aumentati di 3,7 milioni, a 10,9 milioni di barili al giorno, mentre il ripristino dei flussi nell’oleodotto East-West saudita ha contribuito a portare le esportazioni attraverso rotte alternative a 5,6 milioni, in aumento di 970mila barili al giorno.
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