Secondo l’ultimo aggiornamento al World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), il prezzo medio del petrolio nel 2026 è atteso a 89 dollari al barile, un livello superiore del 9% rispetto alla stima contenuta nel rapporto di aprile e del 32% rispetto alla media del 2025. La previsione resta comunque inferiore allo scenario avverso elaborato dall’istituto, che ipotizzava quotazioni intorno ai 100 dollari al barile in caso di un peggioramento delle tensioni e di una prolungata interruzione delle forniture. Il rialzo dei prezzi è stato finora contenuto dal ruolo delle scorte: la riduzione dei flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz è stata compensata in parte dal ricorso agli inventari, evitando un aggiustamento più violento attraverso prezzi più elevati e un calo della domanda.
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