Dal Canada il ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, ha difeso i tagli dell’Opec+ alla produzione petrolifera, affermando che i mercati energetici internazionali necessitano di una regolamentazione leggera per limitare la volatilità e che il mondo potrebbe passare da un tipo di crisi energetica all’altra se le catene di approvvigionamento dei minerali critici non saranno ben pianificate. Intervenendo al World Petroleum Congress di Calgary, il principe saudita ha aggiunto che permane incertezza sulla domanda cinese, sulla crescita europea e sull’azione della banca centrale per contrastare l’inflazione. il ministro è poi andato all’attacco dell’Aie, Agenzia internazionale dell’energia, che ipotizza un picco della domanda di petrolio nel 2030: “Se fossi nell’Aie mi vergognerei molto”, ha detto.
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