L’Opec+ ha deciso di aumentare la produzione giornaliera di petrolio di 137 mila barili da dicembre. Come riporta Repubblica, per il cartello degli esportatori di greggio (Algeria, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Oman e Russia”, la “stabile prospettiva economica globale, unita ai sani fondamenti del mercato”, permette di alzare l’asticella un’ultima volta, prima di sospendere i ritocchi da gennaio a causa “della stagionalità” del mercato. Dopo anni di tagli alla produzione, nel tentativo di sostenere i prezzi e proteggere il mercato dai contraccolpi dei conflitti in corso, l’Opec+ ha invertito la rotta accelerando sulle estrazioni. Il motivo è duplice. Da un lato, Opec+ vuole recuperare parte della quota di mercato conquistata dagli Stati Uniti. Dall’altro, gli aumenti rispondono alle pressioni del presidente Trump che chiede prezzi del petrolio più bassi per contenere l’inflazione in patria e minare le finanze con cui la Russia di Putin paga la guerra in Ucraina.
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