“Nel 2023 l’economia italiana ha registrato una crescita dello 0,9%, in decelerazione rispetto al 2022 (4,0%). La crescita è stata principalmente stimolata dalla domanda nazionale al netto delle scorte, con un contributo di pari entità di consumi e investimenti. La domanda estera netta ha fornito un apporto lievemente positivo, mentre è stato negativo quello della variazione delle scorte. Dal lato dell’offerta di beni e servizi, il valore aggiunto ha segnato crescite nelle costruzioni e in molti comparti del terziario, mentre ha subìto contrazioni in agricoltura e nel complesso delle attività estrattive, manifatturiere e nelle altre attività industriali”. Lo comunica l’Istat.
“La crescita dell’attività produttiva si è accompagnata a una espansione dell’input di lavoro e dei redditi”, continua l’istituto di statistica. “Il rapporto tra l’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche e il Pil ha registrato un miglioramento rispetto al 2022, con una pressione fiscale rimasta invariata. La riduzione della spesa per interessi si riflette in un miglioramento del saldo primario”.
Questi rischi, spiega S&P Global Energy, stanno già ponendo sfide alle comunità e alle industrie.…
Gli effetti economici cumulativi dei rischi climatici, tra cui mancati ricavi dovuti all'interruzione dell'attività, riparazioni…
“Philip Morris investe in Italia da oltre 60 anni e negli ultimi dieci anni rappresenta…
Secondo l'Agenzia internazionale dell'Energia (Aie), le scorte globali di petrolio osservate sono aumentate di 37…
L'offerta mondiale di petrolio è crollata di 1,2 milioni di barili al giorno (mb/g) a…
"Non abbiamo affrontando in questa riunione il tema degli eurobond, anche perché la riunione era…