“L’attuazione del Pnrr non è un problema solo per l’Italia: in tutti i Paesi beneficiari del NextGenEu, il ‘testo madre’ da cui discendono i piani di ripresa, si registrano ritardi e ripensamenti. Persino in Germania”. Lo dice Daniel Gros, economista tedesco che dirige l’Institute for european policy making della Bocconi. In una intervista a Repubblica precisa: “Va respinto il tentativo del governo italiano di smantellare l’operato della Corte dei Conti sul Pnrr, ma i controlli incrociati a livello nazionale e comunitario, prendono più tempo di quanto si potesse pensare, e questo in tutta Europa”. Gros analizza la situazione: “Il NextGen è stato concepito tre anni fa. Nel frattempo è cambiato il mondo: ripresa post-Covid più rapida del previsto, guerra, inflazione. L’ambizione non dev’essere spendere il massimo possibile ma spendere bene. Se questo diventa lo scopo, alcune rimodulazioni sono necessarie, così come rivedere il ruolo attribuito ai comuni piccoli, rafforzando il loro appoggio da parte del governo e allungando in parte i tempi. Né mi sembra evitabile la concentrazione di risorse su alcune opere infrastrutturali di grandi dimensioni, sacrificando un po’ di “polverizzazione” dei progetti. Ancora: l’Italia non è l’unica ad affrontare tali problemi”.
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