“Circa un terzo degli impianti europei di riciclo ha già chiuso e molti altri sono prossimi alla chiusura”, una dinamica che rischia di indebolire il sistema di responsabilità estesa del produttore, uno dei pilastri della politica europea dei rifiuti. Lo dice Antonello Ciotti, presidente di Petcore Europe, l’associazione non profit che rappresenta la filiera del Pet. Come riporta il Corriere della Sera, la prima causa è economica: “Il mercato europeo è invaso da materiale riciclato proveniente da Paesi extra Ue a prezzi nettamente inferiori — sottolinea Ciotti — grazie a costi di raccolta che in quei Paesi sono fino a dieci volte più bassi rispetto alla media europea”. E ancora: “Se l’Europa vuole sostituire il combustibile fossile con i rifiuti, si trova enormemente svantaggiata, perché il costo della raccolta è incomparabile con quello di India, Cina o Egitto”. Al centro della questione c’è la direttiva europea Single Use Plastic del 2019, recepita in Italia nel 2022, che dal primo gennaio 2025 impone un contenuto minimo del 25% di plastica riciclata negli imballaggi.
"La manovra deve contenere due elementi fondamentali. Come promesso dal ministro Lollobrigida vanno trovate le…
Presidente Giansanti stato rieletto al vertice del Copa, l’Associazione delle principali organizzazioni agricole europee, e…
Presidente Giansanti stato rieletto al vertice del Copa, l’Associazione delle principali organizzazioni agricole europee, e…
La dimensione delle popolazioni di specie selvatiche monitorate dal 1970 al 2022 è diminuita in…
"Magari qualcuno all’inizio ha temuto che l’euro digitale avesse come obiettivo quello di sostituire il…
Il Pentagono ha dato istruzioni al Comando centrale degli Stati Uniti, alcuni giorni fa, di…