“Cinquanta anni fa la realizzazione di un inceneritore in grado di bruciare 600.000 tonnellate di rifiuti all’anno sarebbe stata una idea difficile da contestare. Le conoscenze scientifiche sull’emissione di sostanze tossiche a partire dalla CO2, di fatto erano ancora limitate, e l’inceneritore poteva apparire come un’alternativa alla mega discarica privata di Roma. Oggi, invece, tutti sono consapevoli dei danni creati dalle emissioni di CO2. Dalla riunione di tutti i Paesi del mondo nel 2015 a Parigi, sino al Summit of the Future del Settembre 2024 all’ONU, tutti sono consapevoli della necessità urgente di azzerare le emissioni di CO2.” Così in una nota l’europarlamentare di Europa Verde Ignazio Marino, che spiega: “Nel mondo occidentale solo il Campidoglio, a Roma, è rimasto all’oscuro di questi dati che non sono politici né ideologici. Si tratta di nozioni di chimica note a studenti della scuola media inferiore: se bruci 600.000 tonnellate di qualunque materiale produci 600.000 tonnellate di CO2. Chi governa, poi, dovrebbe essere a conoscenza che la direttiva dell’Unione Europea 2023/959 introduce una norma relativa agli impianti di incenerimento per rifiuti urbani, che, a partire dal 2026, dovrebbero pagare le quote di CO₂ emesse”.
“Con certezza – prosegue Marino – se non dal 2026, gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani dovranno pagare una tassa a partire dal 2028. La decisione è in corso ma si discute di imporre una tassa da 50 a 100 euro a tonnellata. In pratica, Roma dovrà pagare 60.000.000 di euro all’anno per le emissioni dell’inceneritore che secondo le dichiarazioni del Sindaco Gualtieri inizierà a bruciare 600.000 tonnellate all’anno proprio a partire dall’inizio del 2028, quindi proprio nel momento di introduzione della nuova tassa. C’è un altro elemento che non è né politico né ideologico, ben conosciuto in questo caso dai bambini a partire dalla seconda elementare: le addizioni. 2028 (anno di inizio attività dell’inceneritore di Roma) sommato a 33 (anni della durata contrattuale con il privato) fa 2061. Cioè 11 anni di più rispetto al 2050, anno indicato per il raggiungimento delle emissioni ‘0’”.
“Forse chi guida il Campidoglio potrebbe pensare: ‘sarà un problema di chi sarà Sindaco nel 2050, quindi non mio’. E questo è vero ed è anche la differenza a chi ricerca il consenso oggi e chi invece vuole costruire un mondo migliore. La differenza tra un politico e uno statista, e penso che Roberto Gualtieri dovrebbe riflettere e confrontarsi con i cittadini e con l’Unione Europea, perché ha il curriculum di uno statista e non di un populista”, conclude.
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