Anche altri operatori come Jera e Mitsui, selezionati nelle seconde e terze tornate, stanno affrontando una diminuzione della redditività e sono gia’ emerse delle richieste di supporto al governo. Normalmente, dopo l’assegnazione di una gara le condizioni contrattuali non possono essere modificate, perché ciò sarebbe ingiusto nei confronti di chi non è stato selezionato o non ha partecipato a causa di condizioni non redditizie. Tuttavia, in una riunione tenutasi di recente, il governo ha presentato tre criteri che permetterebbero le modifiche: il cambiamento deve essere ragionevole e necessario, non deve influenzare la concorrenza leale nella gara, e non deve alterare fondamentalmente il piano del progetto. Il governo ha ritenuto che l’estensione dei periodi di utilizzo non comprometterebbe l’equità. Diversi altri fattori sembrano aver influenzato la decisione: l’energia eolica è nuova in Giappone, i progetti sono a lungo termine e pieni di incertezze; le gare si sono svolte durante la transizione dalla deflazione all’inflazione; e la promozione delle energie rinnovabili è una priorità nazionale importante. Considerando la limitata quantità di terreni pianeggianti nel Paese, l’energia eolica offshore, che sfrutta le estese aree marittime circostanti, è essenziale per raggiungere la decarbonizzazione. Il Piano Strategico Energetico del governo, approvato a febbraio, ha aumentato l’obiettivo di quota dell’energia eolica nel mix energetico tra il 4% e l’8% entro l’anno fiscale 2040, rispetto all’1% dell’anno fiscale 2023. Sarà inoltre consentita l’installazione di turbine nella zona economica esclusiva per incentivare lo sviluppo.
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