Gianni Vittorio Armani, amministratore delegato di Iren, lancia l’allarme siccità. “La situazione è molto critica. Anche i nostri bacini idroelettrici, che sono i serbatoi di raccolta dell’acqua, si trovano ora ai minimi storici”, dice a Libero. “Dal punto di vista dell’approvvigionamento di acqua potabile i possibili rischi per ora sono limitati. Tuttavia, come è successo l’anno scorso, il settore dell’agricoltura potrebbe risentire della scarsità delle precipitazioni in modo molto significativo, in particolare al Nord, oltre a subire un deciso aumento dei costi legati all’approvvigionamento di acqua per l’irrigazione”. La soluzione per Armani è questa. “Il nostro Paese deve accelerare gli investimenti sulle reti idriche. Si pensi innanzitutto che in media le nostre reti perdono oltre il 40% dell’acqua accumulata nei bacini e che viene pompata dalle falde sotterranee. L’Italia sconta un ritardo fortissimo negli investimenti sulle reti idriche: per questo ritardo vi sono varie ragioni, ma quella principale è l’assenza in molte aree della penisola di aziende in grado prima di finanziare e poi di realizzare i progetti necessari. Le Utility dell’acqua come Iren possano dare un contributo importante per colmare questo gap infrastrutturale, anche se i problemi principali si registrano sull’approvvigionamento nel settore agricolo”.
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