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L’inflazione rallenta al 3% ma per famiglie e imprese arriva la stangata sulle bollette

L’inflazione italiana rallenta, ma il percorso verso una normalizzazione dei prezzi resta tutt’altro che lineare. A giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo scende al 3% dal 3,2% di maggio, confermando la stima preliminare dell’Istat. Il dato è migliore delle attese, ma mantiene l’Italia su livelli ancora elevati rispetto alle principali economie dell’area euro. A frenare sono soprattutto alimentari freschi e servizi, mentre il comparto energetico torna a esercitare una pressione crescente.

Secondo le rilevazioni dell’Istat, il rallentamento è legato principalmente alla decelerazione degli alimentari non lavorati, passati dal +5,5% al +4,4%, dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, scesi dal +3% al +2,7%, e dei servizi di trasporto, dal +1,7% all’+1,1%. Anche il ‘carrello della spesa’ mostra un raffreddamento, con i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona che rallentano dal +1,9% al +1,3%.

Nel settore alimentare il quadro appare meno teso rispetto ai mesi precedenti. I prezzi complessivi rallentano dal +2,3% al +1,6%, soprattutto grazie alla frenata degli alimentari non lavorati. A incidere sono soprattutto frutta e frutta a guscio, passate dal +5,3% al +1,4%, e ortaggi, tuberi e legumi, scesi dal +4,3% al +3,6%. Gli alimentari lavorati, invece, registrano una variazione negativa, passando dal +0,2% al -0,2%.

La componente più critica resta però l’energia. A giugno i prezzi degli energetici accelerano dal +11,9% al +13%, sostenuti sia dalle componenti regolamentate sia da quelle del mercato libero. Gli energetici regolamentati salgono al +9,2% dal +5,6%, con l’elettricità nel mercato tutelato in aumento del 7,1% e il gas naturale dell’11,2%. Nel mercato libero la pressione è ancora più evidente: l’elettricità cresce del 14%, mentre il gas aumenta del 9,9%.

Si attenuano invece alcuni rincari legati ai carburanti. Il gasolio per riscaldamento rallenta dal +36,8% al +26,6%, quello per autotrazione dal +25,4% al +21,6%, mentre la benzina passa dal +10,7% al +10,3%. Un miglioramento che però non cancella l’incertezza legata alle quotazioni energetiche e alle tensioni geopolitiche.

Anche i servizi mostrano un progressivo raffreddamento. I prezzi scendono dal +2,8% al +2,6%, con un rallentamento nei trasporti e nei servizi ricreativi. I beni, invece, passano dal +3,4% al +3,3%. L’inflazione di fondo, depurata da energia e alimentari freschi, si riduce lievemente all’1,6% dall’1,7%, mentre l’inflazione acquisita per il 2026 resta al 2,6%, segnale che il calo recente non modifica ancora in modo significativo il bilancio medio dell’anno.

Nel confronto europeo, il quadro italiano resta più complesso. Secondo la stima preliminare Eurostat, a giugno l’inflazione armonizzata dell’area euro è scesa al 2,8% dal 3,2%, grazie soprattutto alla frenata dell’energia, dei servizi e dei prodotti alimentari. Tra le principali economie, la Germania registra un tasso del 2,4%, la Francia del 2%, mentre la Spagna resta più alta al 3,6%. L’Italia, con un’inflazione armonizzata del 3,1%, rimane quindi sopra la media dell’area euro e davanti solo alla Spagna tra i grandi Paesi dell’Eurozona.

Sul fronte politico, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha sottolineato il dato positivo: “Scende l’inflazione e cala soprattutto il carrello della spesa. Una buona notizia per le famiglie, i consumatori e le imprese. Ancora una volta smentiti i profeti di sventure”.

Proprio sul tema dei consumi arriva anche l’entrata in vigore delle nuove norme contro la shrinkflation, il fenomeno della riduzione delle quantità dei prodotti confezionati senza una corrispondente riduzione dei prezzi. Il Codacons, che rivendica di essere stata “la prima associazione ad aver denunciato in Italia la shrinkflation e le ricadute sulle famiglie”, ricorda che le nuove regole prevedono un obbligo di informazione al consumatore sui prodotti che hanno subito una riduzione della quantità nominale.

Più critiche le associazioni dei consumatori sul futuro prossimo. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, parla di “un miraggio destinato a svanire” e avverte che il calo dell’inflazione potrebbe essere temporaneo a causa del nuovo aumento delle materie prime energetiche. Secondo l’Unc, con un’inflazione al 3%, l’aumento annuo del costo della vita arriva a 1.081 euro per una coppia con due figli.

Anche il Codacons evidenzia il rischio di nuove pressioni sui bilanci familiari, citando soprattutto energia, carburanti e turismo. “Leggera riduzione del tasso a giugno, ma sull’estate degli italiani si profila una nuova stangata determinata dall’incremento delle tariffe energetiche, dei prezzi dei carburanti e dei listini di tutto il comparto del turismo e dei viaggi”, afferma l’associazione.

Elena Fois

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