“Nella mia proposta avanzata in cabina di regia il tempo del mandato per il commissario era di tre anni. Che scada a dicembre o che venga rinnovato, non è tanto importante la durata, quanto le competenze e i poteri che gli si affidano. Siamo tutti animati dal senso di responsabilità. E concordiamo sull’urgenza di affrontare la questione e di varare un Piano idrico nazionale”. Così Nello Musumeci, Ministro per le politiche del Mare e la Protezione civile, in una intervista a Il Sole 24 Ore. Quanto al decreto legge sull’acqua, Musumeci dice che “è probabile che venga adottato la prossima settimana. Ripeto: c’è la volontà condivisa di procedere in tempi rapidi. Consapevoli, però, che una programmazione seria degli interventi non può che svilupparsi in un orizzonte di medio e lungo periodo”. L’obiettivo? Il ministro è chiaro: “Semplificare per accelerare, questo è l’obiettivo. Penso per esempio alle norme per lo svuotamento delle dighe per liberarle di fanghi, detriti e sabbie. È un processo che richiede attenzione: bisogna estrarre i sedimenti, che per fortuna non sono più considerati rifiuti, e procedere alla loro caratterizzazione per essere certi che non si tratti di materiale pericoloso. E bisogna poi individuare siti di stoccaggio e smaltimento. Abbiamo la necessità di accelerare tutti i passaggi legati in particolare alle autorizzazioni ambientali”.
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