“Bene l’energy release, che attendiamo entro l’anno per metterlo a bilancio per l’intero 2025 ma servono misure strutturali e, senza la possibilità di intervenire sul meccanismo di formazione del prezzo di Borsa, non resta che intervenire sugli oneri di trasporto e dispacciamento”. Lo fa sapere Arvedi, il più grande produttore di acciaio in Italia, che ha circa sei milioni di tonnellate all’anno. Arvedi, come segnala il Corriere della Sera, ha puntato nuovamente il dito sul divario dei costi di produzione del nostro Paese rispetto a quelli dei concorrenti europei. Arvedi ha preso come fonte l’associazione spagnola Aege (Asociación de Empresas con Gran Consumo de Energía) che considera l’industria elettro-intensiva, come le acciaierie che utilizzano il forno elettrico. Per Aege il prezzo medio pagato dagli elettro-intensivi nel periodo gennaio-settembre è stato di 59,16 euro al megawattora in Spagna, 43,06 in Germania e 22,53 in Francia. In Italia, invece, il prezzo è statto di 85 euro/MWh.
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