“In tema di sostenibilità bisogna cambiare la cultura di questo Paese”. Lo ha detto Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, all’evento di Repubblica Green & Blue in corso a Milano. “La transizione ecologica – ha proseguito – sarà un bagno di sangue per il settore dell’automotive se procediamo con questa lentezza. L’accelerazione sull’elettrico ci sarà comunque. Il problema dunque è culturale. Nel mondo esistono solo due grandi lobby, quella dei gasieri e quella dei petrolieri, che a volte coincidono. Non siamo di certo noi una lobby. Se Cingolani parla solo della ‘lobby dei rinnovabilisti’ dà un segnale al Paese, ed è un messaggio sbagliato. Perché il governo non si mette a fare le corse come fa con i rigassificatori? Dobbiamo fare come la Germania”.
Ciafani ha poi lanciato strali contro le sovrintendenze, responsabili di “rallentare la transizione ecologica” in Italia. “In diverse parti del Paese sono rimaste ferme a 50 anni fa – ha dichiarato – . Prendiamo l’esempio di Taranto: 14 anni per far partire un impianto eolico, perché arrivavano pareri negativi su impatto paesaggistico, nella città con le ciminiere dell’Ilva, degli impianti del porto e delle altre industrie. Da noi funziona così: il ministero della Transizione ecologica dà il parere positivo, e quello della Cultura dà parere negativo”, ha concluso.
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