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Spazio, Ranzo (Avio): Europa ancora indietro, accordi con Usa per la Difesa

“Quest’anno sono in programma tre partenze di Vega-C dalla Guyana francese. Dovevano essere quattro, ma c’è un ritardo con il satellite italiano Platino. In tutto abbiamo contratti per altri venti lanci, con cui arriveremo al 2030 mentre la cadenza nelle partenze aumenterà”. Lo dice Giulio Ranzo, ceo di Avio, in un colloquio con il Corriere L’Economia. Il primo è previsto nella prima metà di aprile, porterà il satellite Smile dell’Esa, con partecipazione cinese. Spesso si accendono discussioni in Europa sul ridotto impiego dei vettori Ariane-6 e Vega-C: “La ragione — spiegs — è che non esistono nell’Ue produttori di costellazioni satellitari. Telecom, Orange o Vodafone, per citarne alcuni, non si sono mobilitati in questa direzione e soltanto le costellazioni per le telecomunicazioni possono cambiare la situazione. Non bastano i satelliti delle costellazioni italiane Iride o Leonardo per l’osservazione terrestre, essendo piccoli sono contenuti in pochi lanci. L’Europa purtroppo ancora non esiste su questo fronte, che richiede poi a terra data center adeguati per gestire l’imponente flusso di comunicazioni. I data center dedicati a questo scopo oggi nel mondo sono per il 70% negli Usa, il 20% in Cina e solo per il 2% in Europa. In Europa non esiste quindi una domanda per incrementare la cadenza di utilizzo dei lanciatori e incidere sui loro costi”.
In Avio crescono in parallelo le attività legate alla Difesa. Dopo il contratto di 35 milioni firmato in dicembre con la società europea Mbda, si intensifica l’attività del settore approdata negli Stati Uniti. Con un investimento di 5-600 milioni di euro, in parte dall’aumento di capitale della società e in parte da fondi del governo Usa, entro l’anno partirà nello stato della Virginia una fabbrica per motori di razzi: “Abbiamo già siglato accordi per ordini effettivi con l’Us Army, Lockheed Martin e Raytheon da 150 milioni di euro — evidenzia Ranzo —. In attesa della produzione nello stabilimento statunitense, la qualifica e la prima parte della fabbricazione è realizzata in Italia, a Colleferro. La quota della difesa è salita in bilancio dal 3 al 30%, la prospettiva è il 40%”.

redazione

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