“Stiamo attivamente dialogando con un paio di fondi internazionali molto rilevanti con attitudine a investimenti di lungo periodo per valutarne l’ingresso all’interno di una nostra newco, uno specifico veicolo societario destinato a gestire contratti intercompany relativi a flussi finanziari. Ferrovie dello Stato sosterrebbe il costo degli interessi, ancora da negoziare, per la durata del contratto fino a 25 anni. Il funzionamento sarà quello di un debito, ma il trattamento bilancistico è alla stregua di uno strumento di equity”. Così Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Fs, in una intervista a Il Sole 24 Ore. Non verranno dismessi pezzi di azienda: “Assolutamente no, non si tratta di una vendita né saranno dismessi porzioni del gruppo – spiega Donnarumma -. Quello che faremo è individuare uno o più investitori pazienti che diventeranno nostri partner. Fs può accedere a strumenti finanziari di questo tipo perché è un’azienda sana che fattura quasi 18 miliardi l’anno e che, come documentato anche dal bilancio appena approvato, è tornata in utile quest’anno (contro i 208 milioni di perdita del 2024), ha un Ebitda positivo (2,4 miliardi di euro, +6%) e, soprattutto, da qui alla fine del nostro piano strategico (2029), raggiungerà i 20 miliardi di ricavi e i 500 milioni di utile”.
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