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Trasporti, Paleari (Un. Bergamo): Evitare allarmismi su jet fuel ma prezzi saliranno

“Occorre approfittare di questa crisi, che costa a tutti, per mettere mano a debolezze storiche. Oggi più marcate proprio dalla crescita avvenuta negli ultimi 20 anni nel trasporto aereo. Si conclude un’era e la prossima poggia su nuove basi”. Così Stefano Paleari, docente all’Università di Bergamo, esperto di sistemi dei trasporti, ex commissario straordinario di Alitalia nel 2017 prima che la compagnia di bandiera cambiasse in Ita Airways. In un colloquio con il Sole 24 Ore aggiunge: “Aci Europe (l’associazione degli aeroporti europei che ha lanciato l’allarme sulla disponibilità di carburante ancora per tre settimane) fa bene il suo mestiere e fa bene a far pesare l’importanza del trasporto aereo per le nostre società. E sa che per smuovere questa Europa un po’ elefantiaca occorre alzare i toni. Certo si corre il rischio di creare panico e di sostenere le speculazioni sui prezzi. Oltre a creare incertezza negli operatori economici e nei cittadini che si devono spostare. Di certo i prezzi medi cresceranno e i vettori cercheranno di ottimizzare”. Paleari cerca di capire come uscire dalla crisi: “La situazione è delicata non perché non si conosceva l’importanza dello stretto di Hormuz, ma perché oggi lo sviluppo del traffico, sia merce sia passeggeri, ha comportato, rispetto ai decenni passati, un aumento del consumo di kerosene a cui si aggiungono le operazioni di guerra straordinarie. Le rinnovabili sono importanti e vanno perseguite, ma è ancora lunga la strada per una diminuzione dei consumi di petrolio”. E ancora: “Bisogna investire su carburanti alternativi, ma ci vuole tempo. Il trasporto aereo è un termometro di pace e misura la capacità del mondo di crescere nel suo complesso. Il Pil mondiale non ha mai smesso di crescere salvo nel 2020 per la pandemia e la mobilità è il suo driver, non si può prescindere altrimenti si rischia la recessione economica. Soffriamo da anni di una narrativa superficiale che parla di trasporto aereo solo in termini ambientali e non positivi. Come colleghiamo le isole e in generale le aree remote? Come raggiungiamo zone distanti 2-3mila chilometri? Ci siamo mai chiesti quanto costa fare e gestire una ferrovia rispetto a un aeroporto? E lo dico anche in termini ambientali. E come sosteniamo il nostro export di valore? Il trasporto aereo delle merci vale pochi punti in termini di volume, ma il 25% in termini di valore”.

redazione

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