Il Consiglio europeo ha deciso di adottare misure restrittive nei confronti di ulteriori 16 individui e sette entità responsabili di azioni che minano o mettono a repentaglio l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. La decisione è rivolta a coloro che sono responsabili della deportazione illegale sistematica, del trasferimento forzato, dell’assimilazione forzata, inclusi l’indottrinamento e l’educazione militarizzata, di minori ucraini, nonché della loro adozione illegale e del loro trasferimento nella Federazione Russa e nei territori temporaneamente occupati. Dall’inizio della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, si stima che la Russia abbia deportato e trasferito forzatamente quasi 20.500 bambini ucraini. Tali azioni costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti fondamentali del bambino, con l’obiettivo di cancellare l’identità ucraina e compromettere la salvaguardia delle sue future generazioni.
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