“Prima di tutto noi siamo lì e siamo al corrente di quello che accade dentro e attorno alla centrale nucleare. Allo stesso tempo la presenza degli esperti dell’Aiea è vitale per il funzionamento della struttura”. Lo dice Raphael Grossi, direttore generale dell’Aiea parlando di Zaporizhzhia. Siamo lì per assistere tecnici e lavoratori, per confrontarci con chi gestisce l’impianto, dare i nostri pareri e ascoltare le loro motivazioni, cercando di lavorare sempre nell’interesse collettivo ovvero la sicurezza della struttura – tiene a sottolineare il numero uno dell’agenzia con sede a Vienna in una intervista a La Stampa -. Il fatto che l’Aiea sia presente in maniera stabile a Energodar rappresenta infine un deterrente e questo è assai importante, tutti sanno che siamo lì e svolgiamo anche il ruolo di osservatori, è chiaro che ci possono cacciare ma questo avrebbe delle conseguenze”. Grossi ha spiegato che martedì all’Onu Grossi è stato compiuto un ulteriore passo in avanti, ovvero un piano articolato in cinque principi che fissano impegni essenziali per evitare il pericolo di un “incidente catastrofico”. I punti prevedono che non ci sia “nessun attacco dalla o verso la centrale nucleare, di non usare l’impianto come deposito o base per armi pesanti o personale militare, non mettere a rischio l’alimentazione esterna dell’impianto, proteggere da attacchi o atti di sabotaggio tutte le strutture, i sistemi e i componenti essenziali per il funzionamento sicuro e protetto, non intraprendere azioni che compromettano questi principi”.
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