“La scelta di mettere la fiducia da parte del governo è indice di debolezza e di paura di divisioni. E non so quanto faccia bene al profilo del nostro Paese. Sull’invio di aiuti militari all’Ucraina si sarebbe dovuto perseguire, come venne fatto col governo Draghi, la strada della larga convergenza in Parlamento. Ora invece si mette la fiducia”. Così Lorenzo Guerini, presidente del Copasir e dem, sul decreto Ucraina. In un dialogo con il Corriere della Sera aggiunge: “Ciò detto sono imbarazzato dalle parole, praticamente filo putiniane, di Vannacci e dei suoi accoliti e mi sorprende che tra l’opposizione vi sia chi non si renda conto che andrebbe invece marcata una distanza siderale da quelle posizioni. Ma il punto politico di ieri è che il governo ha chiesto la fiducia per paura che i parlamentari di Vannacci, che a questo punto non sappiamo se siano in maggioranza o meno, presentassero emendamenti su cui la Lega avrebbe rischiato ulteriori defezioni”. E ancora: “Non nascondo le divisioni nell’opposizione. E anzi, da tempo, chiedo che vi sia un confronto su questi punti fondamentali. E sono testardamente paziente nella speranza che lo si faccia. Come ho detto nell’ultima direzione non possiamo arrivare alla vigilia delle elezioni senza aver chiarito la posizione dell’alleanza sui punti più cruciali a partire dalla politica estera. Sapendo che ci sono linee rosse, come il sostegno all’Ucraina, che per il Pd sono insuperabili”.
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