I governi dell’Unione europea, la Gran Bretagna e il Canada cercano di accelerare in vista dell’uso di un’ampia quota delle riserve russe congelate a favore dell’Ucraina. E gli Stati Uniti, per ora, non sembrano opporsi. Lo scrive il Corriere della Sera spiegando che il primo Paese favorevole all’uso dei fondi di Mosca per l’Ucraina è stato la Germania, a seguire si sono unite Francia e Italia, a lungo riluttanti. In base al meccanismo ideato dalla Commissione gli Stati membri dell’Unione europea (o il gruppo dei Paesi che ci stanno) emetterebbero un eurobond a rendimento zero, che scambierebbero con la quota liquida delle riserve russe. Oggi gran parte di quelle riserve denominate in euro, per circa 229 miliardi, è detenuta in Belgio presso la piattaforma finanziaria Euroclear.
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