“Che Putin e Zelensky siano pronti a incontrarsi è un passo avanti decisivo, dobbiamo favorirlo in ogni modo. Ma le trattative si fanno con un cessate il fuoco che non può essere di tre giorni. Serve una vera tregua. Se confermato, questo è il primo passo nella direzione di un negoziato e di un obiettivo a cui lavoriamo da mesi, una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per l’Europa. Aggiungo che in queste ore vedo segnali di un primo accordo fra Usa e Cina sulla questione dei dazi. Trump conferma di essere in una modalità negoziale che sembra portare i primi risultati”. Così Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier. Che poi, nell’intervista a Il Corriere della Sera, commenta l’assenza di Giorgia Meloni a Kiev: “Giorgia Meloni si è collegata in video conferenza, quindi c’era. Quel che conta è la presenza nella sostanza. L’Italia, il governo, la presidente in prima persona sono presenti in ogni aspetto della trattativa”. Tajani contesta anche la visione di un’Italia isolata: “Noi stiamo organizzando la grande conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina, in programma a Roma il 10 e 11 luglio”. Tanto che “sarò a Verona per la terza e ultima tappa di preparazione dell’evento, con 450 tra imprenditori delle piccole e medie imprese e rappresentanti degli enti locali”. E ancora: “A Kiev l’Italia c’era e in Europa l’Italia c’è”.
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