“Mosca ha tutto l’interesse a rallentare il dialogo perché ha un milione di soldati in campo e un’industria riconvertita in chiave militare: un cambio repentino delle condizioni, dunque, metterebbe in ginocchio l’economia russa e questo Putin non se lo può permettere”. Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri. Nel colloquio con La Stampa spiega che la telefonata Putin Leone XIV è incoraggiante: “Sono tutti segnali positivi. Significano che la strada che porta alla pace è ancora aperta e su quella strada, a piccolissimi passi, si continua ad andare avanti”. Tajani poi parla di possibili nuove sanzioni: “Noi siamo disponibili a mettere sul tavolo misure di questo genere. Possono rendere più difficile, per Mosca, il mantenimento di un esercito che non combatte con le motivazioni di quello ucraino, ma lo fa soprattutto per una questione economica. Sono strumenti utili a tenere alta la pressione, per convincere Putin a negoziare per davvero la pace”.
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