“All’industria è molto chiaro che abbiamo bisogno di più Europa per crescere. Di una Difesa comune e anche di un fisco comune per esempio. È ora di fare un salto in avanti sull’integrazione. No ai sovranismi nazionali, sì a un sovranismo europeo”. Così Francesco Buzzella, presidente di Confindustria Lombardia e alla guida di Federchimica. “Chi guida un’impresa sa più di tutti che la strada della decarbonizzazione è segnata. Ma va percorsa in modo corretto, nei giusti tempi, senza farci male. Ci interessa chi sa indicare un percorso credibile e sostenibile sul piano ambientale, economico e sociale”, aggiunge a Il Corriere della Sera. Poi spiega che la prima euro-emergenza è “la deindustrializzazione. Nel 2022 per la prima volta l’Europa è diventata un importatore netto di chimica, nel 2023 è successo anche per l’automotive. Dobbiamo mettere mano a un quadro regolatorio incerto e disincentivante per gli investimenti”. Poi una riflessione sulla questione energetica: “Abbiamo diversificato gli approvvigionamenti dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Ma il costo dell’energia in Italia è rimasto più alto rispetto al periodo precedente la crisi con la Russia: nel 2022 il costo del gas era pari a 17-18 euro a Mwh, ora siamo a 32. Per l’elettricità siamo saliti da 50 a 83-85 euro/Mwh. La differenza di prezzo con gli altri Paesi è aumentata. Qualcosa va fatto a livello Ue”
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