Come riporta il Corriere della Sera, il primo punto è che “non abbiamo più tempo, che dobbiamo correre, che non occorre un programma ma un cronoprogramma, con tempi definiti e una serie di riforme attuate o impostate entro la fine dell’anno”. Giorgia Meloni lo avrebbe messo mette nero su bianco, nella lettera che con Merz ha inviato a tutti gli Stati membri, raccogliendo venti adesioni, compreso Macron. Appuntamento per domani prima dell’inizio del Consiglio europeo. Secondo il quotidiano milanese, la parola chiave è quella dell’urgenza, la consapevolezza che siamo vicini al 90esimo minuto e che per raddrizzare un partita geopolitica la cui posta, come dice Mario Draghi, è il rischio di “essere spazzati via” come Unione in grado di contare qualcosa, bisogna muoversi ora o mai più. L’asse con Berlino appare solido, anche nell’individuazione di una serie concreta di dossier, sul mercato unico come sulla semplificazione degli oneri e della burocrazia europea, e se Macron ha un altro approccio, poco male: Macron condivide la fretta e andrà al pre-summit promosso da Roma e Berlino, e del resto l’elenco delle priorità su cui sta lavorando la Commissione, e che italiani e tedeschi sponsorizzano, è già molto ampio.
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