Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, contesta il sistema europeo di scambio delle emissioni. “Sta producendo effetti distorsivi molto pesanti”, dice in un colloquio con La Stampa. “Prima di tutto, incide direttamente sul prezzo dell’energia: ogni aumento del costo della CO2 si trasferisce sull’elettricità, con un impatto di 25-30 euro al megawattora. Non si ha il coraggio di dire che il prezzo dell’energia in Europa resta alto perché si vuole garantire una rendita alle rinnovabili”. E ancora: “C’è una legge di Tremonti che dice che il 50% dei proventi deve andare all’abbattimento del debito pubblico. Andrebbe cambiata, perché secondo me non è compatibile con la normativa europea. Però anche in questo caso la presidente von der Leyen non può fare propaganda”. Ovvero: “I numeri parlano da soli: 43 miliardi totali dagli Ets nel 2025. Di questi, 24 miliardi di euro sono andati agli Stati membri, 19 all’Unione. Questi 19 sono divisi tra Innovation fund, Modernisation fund e rimborso Pnrr. Solo un terzo è andato alle imprese. Insomma, gli stipendi della tecnocrazia europea e le spese delle istituzioni sono pagati anche grazie a quei 19 miliardi”.
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