Oggi il Consiglio Ue ha concordato la propria posizione sulla proposta della Commissione relativa a modifiche mirate al regolamento Ue sul metano. L’obiettivo è quello di rinviare di un anno le norme specifiche relative all’importazione di petrolio greggio, gas naturale e carbone e di evitare di esercitare ulteriore pressione sulla sicurezza dell’approvvigionamento dell’Ue, alla luce delle perturbazioni dei mercati energetici causate dal conflitto in Medio Oriente.
Nelle sue conclusioni del 15 e 16 ottobre 2026, il Consiglio europeo ha accolto con favore questa proposta come misura mirata per affrontare l’impatto dell’attuale contesto geopolitico sulle catene di approvvigionamento globali, sulla sicurezza energetica e sui prezzi dell’energia e dei carburanti. “I mercati energetici globali sono sottoposti a pressioni significative, che stanno facendo aumentare i prezzi dell’energia in tutta l’Ue. Ora più che mai, abbiamo bisogno di approvvigionamenti energetici sicuri e affidabili in Europa. L’accordo odierno del Consiglio propone un approccio pragmatico per il futuro, affrontando le pressioni sul mercato energetico, pur mantenendo la leadership globale dell’Ue nella riduzione delle emissioni di metano. La presidenza irlandese è ora impegnata a raggiungere un accordo tempestivo con il Parlamento europeo”, afferma Darragh O’Brien, ministro irlandese per il Clima, l’Energia e l’Ambiente.
Gli Stati membri hanno concordato di mantenere la sostanza della proposta della Commissione presentata il 14 ottobre 2026, rinviando di un anno l’applicazione delle seguenti disposizioni: gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e verifica per gli importatori di gas naturale, petrolio greggio e carbone, da applicare a partire dal 1° gennaio 2028 (anziché dal 1° gennaio 2027); la rendicontazione sull’intensità di metano sia per gli importatori che per i produttori dell’Unione, da applicare a partire dal 5 agosto 2029 (anziché dal 5 agosto 2028); i livelli massimi di intensità di metano sia per gli importatori che per i produttori dell’Unione, da applicare a partire dal 5 agosto 2031 (anziché dal 5 agosto 2030).
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