La Commissione europea si prende più tempo per valutare come includere anche l’estrazione e la raffinazione delle materie prime essenziali nel quadro della tassonomia europea e incaricherà la piattaforma sulla finanza sostenibile di condurre ulteriori analisi. Lo rende noto l’esecutivo comunitario adottando oggi l’atto delegato alla tassonomia dell’Ue con i criteri sui quattro obiettivi ambientali rimanenti (uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine; transizione verso un’economia circolare; prevenzione e la riduzione dell’inquinamento e la protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi). La Commissione ha deciso di non includere per il momento il settore dell’estrazione e della raffinazione, riconoscendo che “svolgono un ruolo centrale nella fornitura di materie prime critiche, che sono indispensabili per un’ampia gamma di settori strategici tra cui l’industria net zero, come affermato nella legge sulle materie prime critiche recentemente adottata”, si legge nella comunicazione. Bruxelles spiega dunque che “al fine di includere l’estrazione e la raffinazione per garantire una maggiore coerenza e un approccio sostenibile alla catena del valore e per raggiungere le ambizioni ambientali e climatiche del Green Deal europeo, i criteri necessitano di più tempo per essere valutati”.
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