“È un provvedimento fondamentale per il sistema produttivo italiano ed è un tassello importante nel percorso di decarbonizzazione. Lo attendevano da tempo le imprese energivore ed è frutto di un lavoro sinergico con il ministero dell’Ambiente e con il Gse”. Così Aurelio Regina, delegato del presidente di Confindustria per l’Energia, commenta l’approvazione del decreto legge Energy Release. In una intervista a Il Sole 24 Ore spiega: “Occorre un mercato unico europeo dell’energia, con un prezzo unico per le imprese per evitare che gli Stati membri siano in concorrenza tra loro”. Per Regina la competizione non deve essere tra i confini dell’Europa “ma verso le altre potenze economiche, a partire da Usa e Cina”. E ancora: “Nel percorso di decarbonizzazione occorre un mix energetico, che possa dare stabilità e sicurezza ai prezzi e all’approvvigionamento. Ecco perché bisogna aumentare le rinnovabili, consentire i grandi investimenti sull’idroelettrico, lavorare per la decarbonizzazione del gas e sul nucleare valutando le centrali di ultima generazione, piccoli reattori che sarebbero molto funzionali alla nostra realtà dei distretti. Peraltro, abbiamo una filiera di grande valore in questo campo, che oggi lavora all’estero, e spesso per i nostri diretti competitor”, evidenzia. Infine sul tema delle politiche ambientali europee Regine afferma: “L’industria italiana è convinta che sia necessario perseguire obiettivi ambiziosi in campo ambientale. Ma è importante farlo nei tempi e nei modi corretti. Peraltro, per le imprese la decarbonizzazione rappresenta un’opportunità e, allo stesso tempo, un processo virtuoso per sviluppare nuove filiere produttive legate alla transizione energetica. E alcuni dati Istat lo mostrano con chiarezza: il 65% delle imprese punta ad aumentare la tutela ambientale, il 44,2% ad utilizzare le rinnovabili, il 30% a migliorare la propria efficienza energetica. La nostra industria quindi ha sul tema ambientale una sensibilità molto forte e siamo ben posizionati anche in termini di produttività energetica: la nostra è a 111 euro, contro i 106 della Germania, 103 della Francia, 93 della Spagna e 93 della media europea. Quindi, a parità di energia, produciamo più valore e questo significa che la utilizziamo nel modo più efficiente”.
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