I governi europei dovrebbero destinare denaro pubblico alle tecnologie pulite acquistando azioni delle aziende piuttosto che erogare sussidi diretti. Lo ha affermato la responsabile della concorrenza dell’UE Teresa Ribera in un’intervista al Financial Times. Per Ribera sebbene le norme UE sugli aiuti di Stato limitino i sussidi pubblici alle aziende, esistono ancora altri modi per aiutare le tecnologie verdi emergenti in Europa a competere con Cina e Stati Uniti. Ribeira e la sua influente direzione della concorrenza hanno respinto un’iniziativa guidata da Stéphane Séjourné, il commissario francese per l’industria, che avrebbe consentito ai governi di “acquistare prodotti europei” e di concedere esenzioni dalle norme sugli aiuti di Stato ai produttori di pannelli solari, turbine eoliche e batterie.
Tali sussidi non solo sarebbero stati illegali, ma sarebbero stati anche distorsivi, ha affermato Ribera. Ha invece incoraggiato i governi a prendere in considerazione l’acquisizione di partecipazioni azionarie. “Se avrà successo, questi fondi pubblici potrebbero essere restituiti sotto forma di profitti destinati al pubblico”, ha concluso.
Oggi la Commissione europea adotterà nuove linee guida per gli aiuti di Stato nell’ambito di una serie di politiche industriali volte ad allineare le ambizioni climatiche dell’Europa con la sua spinta a rilanciare la competitività in calo dell’Unione.
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