“Faccio un parallelo con il 1946-47, quando si capì che il mondo stava diventando bipolare. Anche oggi il mondo si divide fra autocrazie e oligarchie da un lato e democrazie dall’altro. Il problema è che le democrazie sono relativamente deboli, anche se ricche, perché sono di meno. Negli Stati Uniti c’è un aspirante autocrate. Restano l’Europa, Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Ma il mondo sta di nuovo diventando bipolare: sei con l’Ucraina o contro, sei nella parata di Pechino o no. È la scelta più importante”. Così Carlo Calenda, leader di Azione. “Il bipolarismo italiano è destinato a frantumarsi quando le condizioni si faranno dure. E ci arriveremo. A quel punto chi sta con gli autocrati deve sapere che sostiene la minaccia del fascismo del ventunesimo secolo, perché quel rischio oggi viene da Vladimir Putin, da Xi Jinping, da Trump. Non da Giorgia Meloni”, aggiunge nel colloquio con il Corriere della Sera.
Sulla premier Giorgia Meloni, il giudizio di Calenda è prudente perché “non mi fido che lei tenga una posizione chiara e coerente. È in una grande contraddizione e tutto questo non si terrà più insieme quando l’Europa dovrà prendere posizione in modo risoluto contro Trump. Perché prima o poi altre vessazioni arriveranno, lui cercherà ancora di farci pagare la decima per concessioni di tipo feudale. E allora si dovrà vedere da che parte sta Meloni”.
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