“Ho detto: ‘Date al Paese il 10% di Intel gratuitamente’. Lui (l’ad di Intel, ndr), ha risposto: ‘Affare fatto’. Ho pensato: ‘Cavolo, avrei dovuto chiedere di più'”. Lo racconta il presidente americano Donald Trump in un’intervista a Fortune. Le sovvenzioni sono state convertite in azioni ad agosto. Per Trump, la decisione di far intervenire il governo in un’azienda americana in difficoltà sembra dipendere sia dall’opportunità che dalla capacità del suo leader di conquistare la sua fiducia personale. L’esempio da manuale di questa strategia azionaria è Intel, in cui Trump ha negoziato una partecipazione del 9,9% la scorsa estate, per un valore di circa 10 miliardi di dollari. “[L’amministratore delegato di Intel, Lip-Bu Tan] venne a trovarmi”, ricorda Trump. “Mi piacque, pensai che fosse bravo”. Trump aveva anche un vantaggio: ingenti sovvenzioni federali per la produzione di chip, stanziate ma non ancora erogate a Intel.
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